EN 1992-4

Domande

Per poter avvicinare il più possibile il fissaggio al bordo di calcesrtuzzo, è meglio un ancorante meccanico o chimico?
Come operare nel caso di foro errato su calcestruzzo in ambito strutturale?
In che modo la temperatura influisce nell’ambito di un fissaggio chimico?
Nel caso di carico sostenuto nel tempo, le resine subiscono un fenomeno di fluage (scorrimento viscoso che porta ad una deformazione progressiva) come il calcestruzzo?
Con quali ancoranti è compatibile il modello a molla del software C-FIX?
Perché assumere una piastra di base come sufficientemente rigida quando in realtà non lo è può portare ad una valutazione scorretta delle sollecitaizioni sugli ancoranti?
Nel modello a molla per la progettazione della piastra di base di un ancoraggio, le percentuali che riporta il software e che chiama deviazioni a cosa fanno riferimento?
Nel modello a molla per la progettazione della piastra di base di un ancoraggio, in cosa consiste il “modo esperto”?
In caso di calcestruzzo esistente (che ha alcune decine di anni) è sufficiente ridurre la classe di resistenza o c’è anche la possibilità di inserire un fattore di confidenza correlato al livello di conoscenza?
Cosa sono e come funziano i kit dinamici applicati ai tasselli?
I centratori per resine chimiche sono utili per le applicazioni a fatica? Hanno degli ambiti d’uso diversi?
Nel caso particolare di dimensionamento di un ancoraggio non standard, come mi devo comportare?
Qual è la classe di resistenza di un tassello meccanico come il FAZ II Plus?
Come ci si deve comportare nel caso si utilizzino configurazioni di ancoraggi o piastre che escono da quelle previste dalla normativa?
È obbligatorio il riempimento con resina dello spazio anulare tra il foro della piastra di base e l’ancorante?
È possibile scaricare gratuitamente la nuova norma UNI EN 1992-4:2018?
Come posso dimensionare una piastra con una configurazione non presente all’interno dell’Eurocodice 2, per esempio una piastra con più di 9 fori?
In caso di azione sismica, conviene usare una vite per calcestruzzo con kit sismico oppure due fissaggi ad espansione senza utilizzo della rosetta per il riempimento del gap anulare?
È possibile riempiere il gap anulare tra il foro della piastra di base e l’ancorante con metodi alternativi?
È possibile calcolare la resistenza degli ancoranti anche per classi di resistenza del calcestruzzo maggiori di C20/25?
All’interno del software C-Fix come si imposta la distanza dal bordo di calcestruzzo?
Qual è il comportamento un ancorante che attraversa due materiali differenti (ad esempio due getti di calcestruzzo separati)? È possibile considerare il materiale di base come unico? Si riduce la resistenza del tassello?
Nell’ambito della teoria dell’ancoraggio, cosa si intende per rottura dell’acciaio senza braccio di leva?
Come bisogna comportarsi se si vuole realizzare un ancoraggio che non è verificato con il software di calcolo C-Fix (perché ad esempio troppo vicino ad un bordo o in un supporto troppo sottile)?
Come viene considerata dalle normative vigenti la presenza di barre d’armatura di bordo nel caso di carico a taglio?
Cos’è il metodo ENSO? Quando è utilizzabile?
Sul sito ufficiale di Eota (eota.eu) le linee guida ETAG 001 risultano sostituite dai rispettivi EAD. Come si inseriscono i nuovi EAD rispetto a tali linee guide e ai relativi metodi di calcolo trattati nel software C-Fix?
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